L’assaggiatore André Flo dice la sua…

Premetto che il sottoscritto è un grande amante delle lenticchie. No, così, giusto per fare una piccola premessa.

Ora parliamo di questi deliziosi appallottolii del mio legume preferito.

Mi accingo ad assaggiare il prodotto, lo guardo con reverenziale indifferenza, come si guarda una bottiglia di vino scaccio sullo scaffale del supermercato o come puoi notare una ragazza che ti potrebbe piacere, seduta sui gradini di un autogrill dove è appena avvenuto un furto.

Mi decido con il primo morso, afferro l’agglomerato lenticchico con entrambe le mani, come fanno con longeva esperienza i roditori e con solenne solerzia stacco il primo pass per il paradiso.

A proposito, vorrei ricordare che sono un grande amante delle lenticchie. No, lo ripeto giusto per precisare che io sono uno che mantiene le premesse.

Il primo morso è già decisivo. Questo capolavoro culinario vagabonda tra le mie papille gustative con la leggiadria di un albume appena caduto in una padella oliata a puntino. Il primo morso è come quel vino, che assaggi in stile sommelier, cercando di capire se è frizzante, amabile, fermo oppure rosso. È come il primo bacio che dai a quella ragazza che forse ti piace, che è più un bacio di ricognizione che altro.

Mi guardo intorno con fare guardingo. L’anima del roditore si è già impossessata della mia indole da assaggiatore precario. Nessuno mi sta guardando, meglio. Proseguo con la degustazione.

Il secondo morso è una goduria. Il segreto gustoso della polpetta si rivela in tutta la sua eleganza, con un gusto che se fosse uno sport sarebbe il curling: lento e assopente. Il secondo morso ti fa capire che il vino è dolce al punto giusto, come lo volevi tu. E la ragazza che stai baciando è una fan di Bob Dylan. Cosa che ti spinge a chiederle se ha già scelto gli anelli e i testimoni.

Con il terzo morso sei fregato. Potresti finire le polpette nel tempo di dire: “Ehi, voi! Qualcuno ne vuole assaggiar…” e via che le hai trangugiate tutte. Oramai hai capito che con quel vino prenderai una sbronza d’altri tempi e con quella ragazza sei pronto a fare il giro dell’Europa in bicicletta.

Attenzione: non è vero che una polpetta di lenticchie è per sempre. Ma è assolutamente vero che il sempre è una polpetta di lenticchie.

Così, quando ai vari confini incontrerai i simpatici doganieri che ti chiederanno il passaporto in idiomi sconosciuti e quando le ridenti forze dell’ordine europee ti chiederanno che cavolo stai facendo in bicicletta su statali trafficate e coperte di neve, non esitare: dai loro una polpetta di lenticchie. Se ti va male, ti becchi due anni e va beh. Ma qualora ti andasse bene, avresti anticipato di un nonnulla le ambizioni di Mignolo col Prof e, sì, avresti appena conquistato il mondo.

di Assaggiatore André Flo

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